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"devi concentrarti sugli stranieri che incontri e cercare di comprenderli. più riesci a capire uno straniero, maggiore è la tua conoscenza di te stessa".

(jasmina, nonna di fatema mernissi, sociologa marocchina, università di rabat - fonte: comunicate.ilcannocchiale.it)
            

                     

                                                           
    

...Noi fummo i gattopardi, i leoni.
Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene.
E tutti quanti: gattopardi, leoni, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra...
Il principe don Fabrizio di Salina, nel Gattopardo di Luchino Visconti


Il tempo interiore, che è poi il tempo dell’anima che pensa, che sente, che riflette, che soffre, che ama senza limiti di tempo, è stato infatti tutto bruciato dal tempo esteriore delle cose da "fare", a cui l´orologio, incalzante e ossessivo, assegna il suo tempo senza qualità.
Umberto Galimberti

Democrazia è libertà, ma libertà è informazione: conoscere è l'unico modo per non cadere vittime di giochi invisibili, ma molto pesanti
Massimo Cacciari, intervista a Paese Nuovo, 5 giugno 2005


Alla fine di questa giornata
rimane ciò che è rimasto di ieri
e ciò che rimarrà di domani:
l'ansia insaziabile e molteplice dell'essere sempre
la stessa persona e un'altra.
F. Pessoa, da Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares



        
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28 aprile 2011

balle ignoranza malafede...


chi legge ogni tanto i miei appunti sa già che ce l’ho con i giornalisti e con il sistema dell’informazione.

ogni tanto non ne posso più e annoto.

 

nelle scorse ore i principali siti dell’informazione online hanno dato la notizia che la corte di giustizia europea aveva condannato il reato di clandestinità introdotto dal governo berlusconi. poi alcuni siti si sono corretti. però ancora repubblica.it riporta sulla home page: “reato di clandestinità bocciato dalla UE”; e cliccando sulla notizia si scopre che cambia il titolo ma resta il sottotitolo: “La Corte di Giustizia del Lussemburgo boccia la legge italiana che introduce il reato di clandestinità punibile con la reclusione”.

tutto falso, clamorosamente falso. la corte ha ordinato alla giustizia italiana di disapplicare una norma della bossi-fini che prevedeva l’arresto dei cittadini introdotti irregolarmente in italia che non avessero ottemperato all’ordine di espulsione. il reato di clandestinità, aggiunto recentemente, molto tempo dopo la bossi-fini, non c’entra niente con la sentenza in questione.

 

in due giorni una tragedia per una famiglia di roma. quando una collega mi ha comunicato la notizia letta online ho reagito dicendo di stare cauti, non è la prima volta che si accusano i genitori e poi si scopre che è tutto falso. ecco cosa è successo secondo i giornali.

corriere online del 26 aprile: “…sul corpo ecchimosi e segni di morsi …”

corriere online del 27: “decessoper cause naturali”.

 

corsera di mercoledì 27:

 


 


corsera di giovedì 28:


 

 


sono sicuro che si saranno dispiaciuti i giornali e i giornalisti per un caso mostruoso “evaporato”. per fortuna loro c’è pronto il caso di melania, quelli ancora irrisolti di sara e yara, poi ce ne sarà certo un altro ancora, e un altro ancora…

e il rispetto almeno di chi soffre?

 





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14 aprile 2011

la conta dei voti. napolitano canfora aiace sofocle ruffini...


per la biennale della democrazia che si svolge a torino il presidente napolitano ha inviato questo messaggio. è breve ma denso.

una frase mi ha colpito, per i tanti significati possibili in questo momento:

“Nulla, infatti, potrebbe essere più lontano dall'idea di una democrazia temperata e funzionante dell'idea di un corpo sociale indistinto - in grado di esprimersi solo elettoralmente - cui corrispondano ristrette oligarchie dotate di poteri economici e sociali senza contrappesi, resi più insidiosi dagli effetti del progresso tecnologico, impensabili solo sessanta anni fa.”

bravo presidente. grazie.

 

ringrazio anche luciano canfora perché mi ha fatto scoprire un libretto e un grande storico (il principio maggioritario, edoardo ruffini). l’ho subito ordinato in libreria. l’autore lo ha pubblicato nel 1927, pensate, in pieno fascismo.

ruffini, grande storico del diritto, fu uno dei pochissimi professori universitari che rifiutarono di giurare fedeltà al regime.

in questo volume “ripercorre le vicende di due nozioni capitali della democrazia: l’elezione a maggioranza e il dissenso. Partendo dalle formulazioni di Aristotele e del diritto romano, soffermandosi poi sulle soluzioni della Chiesa cristiana dei primi secoli e sull’apporto delle civiltà barbariche, per giungere infine ai diversi sistemi sperimentati negli Stati moderni, dall’Inghilterra alla Svizzera, dalla Polonia agli Stati Uniti, Ruffini ci mostra, in un’esposizione limpidissima e straordinariamente lucida, come il «principio maggioritario» e la valutazione del dissenso possano assumere cento volti dissimili a seconda della situazione storica in cui compaiono e come nelle loro trasformazioni si rispecchino i principali problemi teorici e pratici di ogni democrazia, problemi che anche per noi sono del tutto aperti”.

così scrive adelphi nel presentare nel 1976 la nuova edizione riveduta dall’autore.

dicevo di luciano canfora. analizza sul corsera l’aiace di sofocle. e conclude:

“Sofocle, che peraltro, da probulo, aveva agevolato la nascita dell’oligarchia nell’anno 411, ha posto sotto gli occhi del pubblico l’angoscioso problema in termini lucidi e dilemmatici. La maggioranza non ha necessariamente ragione. Anche se costituisce (o dovrebbe costituire) uno strumento del convivere civile, il principio di maggioranza – come bene spiegò Edoardo Ruffini in un fondamentale libretto – non ha alcun fondamento né logico né razionale.”

c'è di che riflettere...

 





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14 aprile 2011

in un mondo decente, quei bambini sono tutti nostri


           


in un mondo decente, quei bambini sono tutti nostri

non è una novità, carabinieri finanzieri poliziotti guardiacoste marinai ne abbiamo visti tanti a otranto a brindisi a bari in sicilia… non eroi, ma persone normali, persone persone, capaci senza pensarci due volte di affrontare il mare grosso o gettarsi in acqua per salvare qualcuno, anche se aveva la pelle nera o la faccia trucida.

salvare una vita. tenere aperta la possibilità di vita e di futuro per chi disperatamente voleva, vuole cercare un futuro.

mi piace pensare che in quei momenti, con una divisa o senza, anche il più stupido isterico leghista si darebbe da fare.

perché bisogna trovarsi, bisogna vedere. in quei momenti capisci che è la tua vita che stai salvando, e la vita di tutti noi.

poi ci sono certi politici, sempre più espressione del cancro che può distruggere un paese, una comunità. perché esclusivamente impegnati ad esaltare e dare spazio ai sentimenti più bestiali che si annidano dentro di noi. perché il loro potere si basa solo su quei sentimenti portati in superficie ed esposti sui loro giornali sulle loro radio. come tante volte nella storia, cosa sarebbe un bossi senza quei sentimenti esaltati?

poi ci sono i politici che non governano niente, gente senza neanche la minima autorità morale. gente che riesce a nascondere anche i sentimenti, gente senza passione, gente che pensa solo ad amministrare e prolungare la propria posizione di potere.

poi ci sono i politici che proclamano predicano scrivono comunicati interpellano…ma neanche di loro le persone si fidano ormai.

aggrapparsi a quel carabiniere allora, a mimmo, e ai suoi colleghi, non per la divisa, ma per l’umanità che emerge dal suo volto, dalle sue braccia che sorreggono un bimbo. a loro che, al di là di turni massacranti di lavoro, e ai tantissimi civili e volontari con loro, reggono ancora con massima dignità la rappresentanza della nostra comunità nazionale.

leggetela questa cronaca di goffredo buccini, e la sua frase dolcissima e amarissima che esprime tutta la vergogna che dovrebbe assalirci: “in un mondo decente, quei bambini sono tutti nostri”.

 


uomini e donne ansiosi di giorni tranquilli

molto utile anche la riflessione di isabella bossi fedrigotti, sempre sul corsera, perché poi ciascuno la può ampliare quanto vuole.

abbiamo completamente dimenticato il monito “la terra è di tutti”. abbiamo avuto la fortuna, il privilegio, di trovarci qui. occupiamo questo angolo temporaneamente, ci è dato solo in uso. e ciascun essere umano ha il diritto di trovare uno spazio migliore per vivere. posso solo difendere il mio angolino di terra, ma non posso impedire a nessuno di trovare un suo spazio.

la piccola banale storia di donne annegate, scrive la fedrigotti, non è una storia che farà letteratura. ma ci rivela “che i baroni non ci portano soltanto – come spesso si legge – esseri umani disposti a tutto, tali, dunque, se in grandissimo numero, da farci inevitabilmente paura, ma anche uomini e donne ansiosi di giorni tranquilli, di riparo, chissà, di focolare, si vorrebbe quasi dire”.

non so perché questa signora è così incerta. ne abbiamo conosciuti tanti esclusivamente ansiosi di giorni tranquilli, di riparo, di focolare, di futuro.


                                          







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13 aprile 2011

mi fa rabbia


 

forse è responsabile (oddio no, adesso odio anche questa parola, pensare che ci sono omuncoli nel parlamento che si chiamano responsabili), insomma sarà stato mio figlio che mi ha invitato a leggere questo – per altro meraviglioso – passo di dino buzzati, ma mi sento dentro una rabbia incontenibile.

stanno votando le nuove norme sulla prescrizione, li trasmettono in tv, ma non li voglio neanche vedere.

mi fa rabbia soprattutto un fatto: che esistano oltre trecento pecoroni insensibili e ammuffiti che si arrogano il diritto di rappresentare gli italiani mentre rappresentano solo il loro padrone, neanche se stessi rappresentano. perché continuo a pensare che tra loro vi sia almeno uno che sarebbe capace di pensare con la sua testa, e che stanotte vomiterà prima di andare a letto pensando a quello che ha votato.

mi fa rabbia che nel parlamento italiano, tra i rappresentati degli italiani – la costituzione dice che anche un solo deputato rappresenta tutta l’italia – non ce ne sia nemmeno uno capace di alzarsi e dire: “colleghi, io adoro berlusconi, lo amo, mi piace lui, mi piacciono totalmente le sue idee, gli darò la fiducia a vita, sono disposto a baciare tre volte al giorno il suo culo, anche se è flaccido, ma queste norme non le voto, non le posso votare, mi ripugna, ripugna alla mia coscienza, a quel poco di uomo libero che mi è rimasto…fate altre norme che aiutino tutti i cittadini e io le voto, sempre, tutte, ad occhi chiusi, per fede, ma queste proprio no…”.

mi fa rabbia pensare che tra quelli che stanno votando come padrone comanda ci sono uomini che hanno trascorso una vita impegnata, seriamente, anche magari cambiando valutazione sulle cose e sulle persone. penso a pisanu, per esempio.

mi fa rabbia pensare che tra quelli che votano obbrobri per salvare il culo a berlusconi ci sono uomini di legge, che domani in un’aula di giustizia si troveranno a difendere il diritto di un’altra persona ad avere giustizia, uomini di legge che sanno bene che con queste gocce di presunta giustizia per il capo stanno inquinando sempre più il pozzo ampio della giustizia amministrata ogni giorno, e che diventerà pozzo della iniquità.

mi fa rabbia pensare che un parlamento di nominati possa decidere di cambiare continuamente le carte in tavola.

mi fa rabbia pensare che la democrazia possa consistere in questa macchietta offerta in questo momento al popolo televisivo.

mi fa rabbia pensare che non posso fare niente altro se non andare in piazza, scrivere, urlare.

mi fa rabbia pensare che quelli della mia parte si adattano a fare da comparse nel teatrino televisivo, soddisfatti di aver compiuto la buona battaglia in parlamento, dimenticando di essere nominati anche loro, di non rappresentare neanche loro i cittadini che ci oppongono allo schifo, alla sistematica distruzione dei meccanismi democratici.

mi fa rabbia pensare che quelli della mia parte sono incapaci di costituire una vera concreta alternativa di governo, perché anche loro come tutti tutti gli altri parlamentari hanno come prima preoccupazione non i cittadini e l’italia ma le loro poltrone e i loro culi. e da stasera continueranno a stare al gioco, nei salotti televisivi gentilmente offerti, incapaci di urlare e ripetere invece continuamente come un mantra che sono in lutto per la fine della democrazia, che da stasera si potrà liberamente delinquere, che alcuni non potranno mai avere giustizia.

mi fa rabbia pensare che nessuno si stia ponendo il problema di come far saltare questo regime – cosa altro è un regime dispotico se non questo, dove una masnada di servi vota anche l’assurdo, ed è disposta a votare che certamente gli asini volano se berlusconi dice di aver visto un asino volare?

ci sono momenti in cui per la democrazia, e per il futuro dei nostri figli, bisogna lottare. lottare davvero.

tanto poi ha ragione dino buzzati nel suo deserto dei tartari...

 

 





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12 aprile 2011

non succede mai niente

 

pensateci un attimo: davvero in italia non succede mai niente. al massimo può accadere che i giornali montino qualcosa, qualcosa che sembra un fuoco, un incendio, una enormità, una congiuntura astrale rivoluzionaria. ma tutto si spegne o si diluisce ed evapora in un attimo. non è successo niente. avanti un’altra cosa che non sarà successa.

un capo del governo confonde una invitante ragazzotta procace ed esotica con la possibile causa di un incidente diplomatico e quindi di una possibile guerra.

un ministro vuole uscire dall’europa per fare la padania.

un sottosegretario confonde quel ministro con il miglior ministro del dopoguerra.

un governo sostiene di non aver toccato e anzi di aver abbassato le tasse – come da contratto con gli italiani stipulato quindici anni fa - e non viene informato che molti comuni hanno aumentato le tariffe di acqua rifiuti trasporti (il biglietto dell’autobus è cresciuto del 25% a genova, del 33% a lodi, del 20% a bologna brescia parma livorno lecco, riferisce il corsera).

un governo annuncia che darà una frustata all’economia immobile e poi il capo del governo va a fare un comiziaccio davanti ai suoi e a spiegare perché ha confuso la invitante ragazzotta procace ed esotica con la possibile causa di un incidente diplomatico e quindi di una possibile guerra.

la presidente degli industriali sostiene che il paese non cresce e che le industrie e gli industriali sono soli come mai e un capo dei sindacati ribadisce che ci vuole una frustata.

la presidente degli industriali informa che le cose starebbero così: per la produttività abbiamo perso 15 punti sulla francia e 20 sulla germania; la pressione fiscale è 3 punti sulla media europea; le nostre infrastrutture sono inferiori al 75% della media europea; i fondi europei nel sud al 31 dicembre 2010 risultavano utilizzati al 9,6%; il tasso di disoccupazione giovanile è tra i più bassi della ue; nella ricerca l’italia investe l’1,9 del pil contro il 3,42 del giappone e il 2,64 della germania.

nel parlamento ci sono deputati che hanno altri incarichi e che per legge sono incompatibili eppure stanno lì, nessuno li tocca, nessuno li denuncia, qualcuno ha depositato le dimissioni che nessuno legge vede discute approva. ultima la rispettabilissima onorevole siliquini (percorso: an ? pdl ? fli ? responsabili): e il corsera ricorda che tale mattei nominato presidente dell’eni lasciò la camera tre giorni dopo. siliquini, con un lunghissimo enorme affascinante curriculum e mattei !

i giornali riferiscono degli stipendi spaventosamente alti dei consiglieri regionali siciliani e quelli se li aumentano ancora.

i deputati di ogni colore presentano un emendamento per aumentare sostanziosamente i soldi nostri ai partiti e tutti lo approvano.

il corsera racconta la storia recente della cit, la compagnia italiana del turismo fondata nel 1927 da mussolini e dichiarata insolvente nel 2005: il governo continua a versare soldi per salvare qualcosa ma i dirigenti usano i soldi per comprare abiti griffati, comprare appartamenti in piazza di spagna, fare vacanze a saint moritz, noleggiare ferrari… e nessuno fiata, saranno processati forse chissà quando, sono incensurati andrà tutto in prescrizione la vita ormai se la sono goduta, tutto passa, tutto scorre.

il corsera racconta, anzi svela uno scandalo politico e morale di proporzioni enormi, e lo fa abilmente, mai affermando ma presentando una foto della situazione e quindi facendo trarre eventuali conclusioni ai lettori, ironizzando, facendo intuire, perché di questi tempi con i boss non si sa mai. svela gli intrecci fra il presidente della provincia di milano, tal podestà (architetto, 64 anni, ex numero 1 della edilnord, cioè l’impresa da cui è partita la fortuna di berlusconi, per 15 anni europarlamentare, uno insomma che esce dalla purissima scuola berlusconiana) e la famiglia degli immobiliaristi cabassi, il tutto tramite una holding che è della moglie di podestà – per carità, lui ha ceduto tutto onestamente alla moglie, mai sia si dica che ci sono conflitti di interesse. perché la provincia deve acquistare milioni di metri quadrati per realizzare l’expo, e da chi li compra? non penserete mica male? ed il corsera insiste il giorno dopo, altra paginata: la provincia cioè il presidente podestà affida succose superconsulenze al socio dei coniugi podestà, che tutti conoscono come assistente di podestà, uno che è socio in tante società di podestà e della li lui moglie, uno che è stato segretario cittadino di forza italia nella sua città,  uno che ha scritto nel suo curriculum di essere professore alla luiss ma alla luiss non lo hanno mai sentito nominare, ma deve essere male informata la luiss se il superconsulente lo ha scritto nel curriculum per diventare prima cavaliere e poi ufficiale della repubblica… ah, per le onorificenze ogni volta lo ha proposto berlusconi, quello che confondeva la ragazzotta invitante e procace con il rischio di un incidente diplomatico…

tutto torna: non succede mai niente.

a meno che uno pensi che sta succedendo qualcosa perché l’esimio professore ernesto galli della loggia scrive un editoriale che il corsera titola “generazioni perdute” e che si conclude così:

“(servirebbe) una iniziativa politica che desse il segnale che il Paese vuole cambiare rotta, farla finita con abitudini che ci soffocano, prendere con coraggio strade nuove, muoversi finalmente con immaginazione senza lasciarsi frenare dal burocratismo, dalle vecchie oligarchie, dal passato. Conosco l’obiezione: e cioè che per fare tutto questo ci vorrebbe una vera leadership politica, un governo. E’ proprio così: ci vorrebbe un governo.”

ma no esimio professore, stia tranquillo anche lei, non si agiti. non è che adesso anche lei si mette a tradire?

quelli che lei ha scelto come salvatori della patria, sin dalla prima ora, stanno sempre lavorando, non sia ingrato o pessimista.

è vero, lei ha ragione, magari forse in giro nell’italia c’è qualche problema: ma il suo berlusconi, quello della sua rivoluzione liberale, di cui lei ha esaltato tantissimi provvedimenti, il suo berlusconi ma anche l’illustre maroni e soprattutto il suo esimio collega tremonti li stanno studiando.

tranquilli tutti, non succederà niente. a noi ci piace così.


p.s.: direte che qualcuno sta pensando seriamente alla riforma della giustizia e che tutti i i cittadini ne avranno benessere. sicuri? c'è un cronista pazzo, anche se informatissimo e preciso, che sostiene: "le riforme goccia a goccia producono iniquità e incertezze".  mah!



 




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