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vita/e di un impiegato comunale
 
 
 
 
           
       

 

   

        


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"devi concentrarti sugli stranieri che incontri e cercare di comprenderli. più riesci a capire uno straniero, maggiore è la tua conoscenza di te stessa".

(jasmina, nonna di fatema mernissi, sociologa marocchina, università di rabat - fonte: comunicate.ilcannocchiale.it)
            

                     

                                                           
    

...Noi fummo i gattopardi, i leoni.
Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene.
E tutti quanti: gattopardi, leoni, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra...
Il principe don Fabrizio di Salina, nel Gattopardo di Luchino Visconti


Il tempo interiore, che è poi il tempo dell’anima che pensa, che sente, che riflette, che soffre, che ama senza limiti di tempo, è stato infatti tutto bruciato dal tempo esteriore delle cose da "fare", a cui l´orologio, incalzante e ossessivo, assegna il suo tempo senza qualità.
Umberto Galimberti

Democrazia è libertà, ma libertà è informazione: conoscere è l'unico modo per non cadere vittime di giochi invisibili, ma molto pesanti
Massimo Cacciari, intervista a Paese Nuovo, 5 giugno 2005


Alla fine di questa giornata
rimane ciò che è rimasto di ieri
e ciò che rimarrà di domani:
l'ansia insaziabile e molteplice dell'essere sempre
la stessa persona e un'altra.
F. Pessoa, da Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares



        
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21 giugno 2011

c'è anche il signore del martinica


è entrato nel bar e ha teso la mano chiedendo una moneta. un giovanotto elegante, occhiali scuri, leggeva la gazzettadelmezzogiorno sorseggiando il suo caffè, ha osservato un attimo il bambino... un bambino serio, bel visino triste, pulito, maglietta e calzoncini curati... si è alzato immediatamente ed ha accompagnato il bambino al bancone, ha chiesto quale pasta volesse, ha scelto un fruttone, poi ha ordinato per lui un cappuccino... è uscito subito fuori, si è guardato intorno, ha notato una giovane signora con una bimbetta in braccio, ha insistito per farla entrare nel bar, l'ha fatta accomodare sugli storici divanetti rossi, ha ordinato qualcosa anche per lei, poi è andato alla cassa. premuroso.
"li conosce?", gli ho chiesto.
"no" - meravigliato - "sono zingari penso".
"grazie", gli ho mormorato.
("sono marocchini, molto educati, passano ogni tanto, devono avere proprio bisogno...", una signora fuori dal bar).

è diventata diversa la mia giornata, perchè è accaduta una cosa che non mi aspettavo, e queste sono le cose che cambiano il mondo.





permalink | inviato da pinocomune il 21/6/2011 alle 17:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


 

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