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la conta dei voti. napolitano canfora aiace sofocle ruffini...


per la biennale della democrazia che si svolge a torino il presidente napolitano ha inviato questo messaggio. è breve ma denso.

una frase mi ha colpito, per i tanti significati possibili in questo momento:

“Nulla, infatti, potrebbe essere più lontano dall'idea di una democrazia temperata e funzionante dell'idea di un corpo sociale indistinto - in grado di esprimersi solo elettoralmente - cui corrispondano ristrette oligarchie dotate di poteri economici e sociali senza contrappesi, resi più insidiosi dagli effetti del progresso tecnologico, impensabili solo sessanta anni fa.”

bravo presidente. grazie.

 

ringrazio anche luciano canfora perché mi ha fatto scoprire un libretto e un grande storico (il principio maggioritario, edoardo ruffini). l’ho subito ordinato in libreria. l’autore lo ha pubblicato nel 1927, pensate, in pieno fascismo.

ruffini, grande storico del diritto, fu uno dei pochissimi professori universitari che rifiutarono di giurare fedeltà al regime.

in questo volume “ripercorre le vicende di due nozioni capitali della democrazia: l’elezione a maggioranza e il dissenso. Partendo dalle formulazioni di Aristotele e del diritto romano, soffermandosi poi sulle soluzioni della Chiesa cristiana dei primi secoli e sull’apporto delle civiltà barbariche, per giungere infine ai diversi sistemi sperimentati negli Stati moderni, dall’Inghilterra alla Svizzera, dalla Polonia agli Stati Uniti, Ruffini ci mostra, in un’esposizione limpidissima e straordinariamente lucida, come il «principio maggioritario» e la valutazione del dissenso possano assumere cento volti dissimili a seconda della situazione storica in cui compaiono e come nelle loro trasformazioni si rispecchino i principali problemi teorici e pratici di ogni democrazia, problemi che anche per noi sono del tutto aperti”.

così scrive adelphi nel presentare nel 1976 la nuova edizione riveduta dall’autore.

dicevo di luciano canfora. analizza sul corsera l’aiace di sofocle. e conclude:

“Sofocle, che peraltro, da probulo, aveva agevolato la nascita dell’oligarchia nell’anno 411, ha posto sotto gli occhi del pubblico l’angoscioso problema in termini lucidi e dilemmatici. La maggioranza non ha necessariamente ragione. Anche se costituisce (o dovrebbe costituire) uno strumento del convivere civile, il principio di maggioranza – come bene spiegò Edoardo Ruffini in un fondamentale libretto – non ha alcun fondamento né logico né razionale.”

c'è di che riflettere...

 


Pubblicato il 14/4/2011 alle 18.52 nella rubrica Diario.

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